Claudio Cerritelli

Scintille

SCINTILLE

“La scintilla

ricevette sulle ali

il battito di un momento.

E’ sua gioia

spegnersi in volo.”

(R. Tagore)                                                                                                      

Come sempre, Giorgio Vicentini affida ai bagliori della pittura il senso permanente del pensiero creativo, il racconto inesplicabile del colore svelato nelle ombre e nelle luci del suo incantesimo, nel gesto volante che si accende sulle sponde inquiete della vita.

Dopo anni di costruzioni verso l’altrove  e di avventure nei densi umori della materia, dopo voli irripetibili oltre il perimetro dei sogni, una nuova favola avvince lo sguardo dell’artista alle prese con i propri fantasmi.  

Si tratta di “scintille”, l’ultima metafora del dipingere sulla via coraggiosa del futuro, messaggio d’invenzione sul filo dell’immaginario in cui Vicentini raccoglie le tracce del suo tesoro ideale, la città della pittura attraverso il punto focale della piazza, spazio simbolico carico di memoria e di  tempo illimitato. Luogo emblematico in cui l’artista allestisce le ansie e le tensioni sconosciute,  mettendo in scena le ossessioni del segno e del colore, gli alfabeti mutevoli della sua dinamica scrittura. La spazialità sconfina dalla superficie all’ambiente  attraverso frammenti e schegge di una totalità in cui i diversi corpi pittorici irradiano la loro segreta visibilità. Il senso incombente del taglio prospettico si concentra nella dilatazione ottica entro cui lo spazio viene a configurarsi, in un continuo scambio di possibilità tra pittura e scultura, colore e ambiente, opacità e trasparenza. 

Da ogni punto di vista la visione si prolunga verso la profondità, dando risalto allo spazio in fuga, alle traiettorie che si rincorrono a non finire in una continua disseminazione di passaggi cromatici, in bilico sui bordi di ogni superficie, nel sottile magnetismo dei reciproci sconfinamenti. Vicentini gioca su misure diverse, sulle differenti energie cromatiche che esprimono potenzialità inafferrabili, sta al lettore entrare in azione con lo spazio tattile degli elementi, assimilare la discontinuità che affiora nella complessa struttura dell’installazione:  come emerge dal colpo d’occhio del cielo che si alza a dismisura sopra l’orizzonte dei cartoni incisi e disegnati. Qui  scatta il movimento ambivalente delle “scintille”, esse si avvicinano e si disperdono anche solo per un attimo,  la loro velocità percettiva avvolge la piazza intera, in special modo il senso di sospensione del monolite, cilindro trasparente che contiene e diffonde colori tutt’intorno: sensazioni di pura luce, tramiti allusivi a sonorità  che aleggiano oltre la soglia spazio-temporale dell’istallazione di cui Vicentini è, per primo, libero sognatore.   

 


Testi critici

Claudio Cerritelli, Permutazioni e resistenze sulla pittura di Giorgio Vicentini Claudio Cerritelli, Il colore crudo di Giorgio Cecilia De Carli, Non ho parole Flaminio Gualdoni, Vicentini, un diario intimo per svelare le emozioni con la forza dei colori Giorgio Vicentini, Se Sergio Vanni, Le carte nascoste di Giorgio Licia Spagnesi, Il colore di Giorgio Martina Corgnati, Le intenzioni Sara Honegger Chiari, Poi arriva la pittura Vittoria Broggini, L'orizzonte comprensivo di Giorgio Cecilia De Carli, Piccole conversazioni a proposito dell'installazione IN CORPORE EXPO 2015 Ettore Ceriani, Giorgio Vicentini e il sogno della realtÓ Marina De Marchi, A Castello Grazia Massone, Custodire Giovanni Maria Accame, L'esperienza della pittura Claudio Cerritelli, Scintille Riccardo Prina, Assalto e Difesa Vittoria Broggini, Appunti di Volo Claudio Cerritelli, Catturando il divenire della pittura - Catalogo "Cattura", Studio d'Arte del Lauro, ottobre 2017 Francesco Tedeschi, Diario critico bisestile dell'anno 2000 ed. Campanotto, Udine 2012 Erika La Rosa, Non basta un solo tentativo per catturare l'orizzonte - Varesenews, 21 novembre 2017
Giorgio Vicentini visual artist