Simonetta Lux

Lo dirò a tuo padre - Catalogo ERRORI GRAVI ©1998 ISBN 88.7269.079.X FEDA SA - Fidia Edizioni d’Arte - Lugano

Sghignazzata ma anche risolino e fremito indignato tra sé e sé (“cadrà pure il sasso giù dal Monte Mondonico su questa scuola”! ed infatti alla fine…) echeggia tra queste deliziose ed (in parte) ironiche pagine di un diario immaginario di sette giorni, di una settimana ossessionata durante la quale Giorgio Vicentini, l’artista, vive un’odissea quotidiana giorno per giorno ripetitiva in tutto, salvo che negli Errori Gravi. Cioè, salvo che in quell’incipit del ricordo che fonda l’assurdo ciclo di opere e questo suo libro (ma esiste veramente? - mi chiedo -poiché io ho in mano un originale disegnato mentre da lui immaginato), incipit consistente in quella cancellatura violenta e voluttuosa a matita rossa per molti versi indimenticabile di un’infanzia scolastica: Errori Gravi! Appunto.

Ogni giorno sette tipi di opere (ERRORI GRAVI, ICONE EMOTIVE, CASTELLI IN ARIA, PIAZZE DEGLI ALIBI, AVVISTAMENTI AROMATICI, PARLATORIO, FANGHI ASTRATTI), ma solo gli Errori Gravi hanno il seguito didascalico ogni volta variante: non inventare - fai sempre di testa tua – non ti capisco – inspiegabile – fuori tema – hai oltrepassato ogni limite – lo dirò a tuo padre. Il ricordo certo si complica, in questi suoi permanenti ordini contradditori, che tuttavia ben si combinano – nel loro frullargli ancora per la mente – con l’arbitrarietà delle associazioni segnico-iconico-materiche che rimescolano mondi (naturale, animale, vegetale, artificiale), sensi (la testa, da testa e sasso a masso: declivio da sito di rotolamento del sasso umano a “postura umana leggermente e dolcemente reclinata”), moti psichici “la testa come masso “mistero” (pensiero profondo) “la morena come linguaggio (fluttuazione, frana, debolezza)”.

Di tutte queste arbitrarie metamorfosi o catene di sensi, mi colpiscono oltre alla identità slittante corposasso, quella ultima di fangocosa/fangoparola con la parola / cosa: “astrazione” (associazione ironica, slittamento sorridente!). Anche perché mi riporta a pagine indimenticabili di Giorgio Manganelli: dalle interviste impossibili (a Gaudì “G (…)

Che differenza intercorre tra una giarrettiera e un architrave? Dopotutto sono entrambe di carne. M. Di carne? G. Certo, certo, carne; non intendo dire che alludono alla carne, ma che sono appunto carne: altrimenti, perché avrei rischiato di dannarmi per un amore impuro per un portale, perché avrei dato appuntamenti in luoghi equivoci a maniglie e a portaombrelli, perché avrei scritto proposte, di cui tuttora arrossisco a soffitti, aggetti, balconi, perché avrei passato notti di impura insonnia in omaggio a un camino?

Carne amico mio, carne malattia, impurità, morte. Peccati di carne, peccati di pietra, quando la tua carne non aderisce più al tuo peccare…”), o La notte (dalla parte seconda La valle inesatta, Adelphi): “Mi vien naturale supporre che la valle si attenda da me un atteggiamento congruo ed io, protagonista, eroe codardo, di codesto palcoscenico roccioso, mi acconcio: obbedisco (…) Non raramente, anzi spesso, la valle gioca a metà del mio monologo tragico. Le nubi si smarriscono – anzi si sono già smarrite – e mi trovo in una bella pianura con greggi, un luogo arcadico e anticamente amico: e mio vien l’animo di tentare di trar melodia dal flauto povero della mia anima, e già mi scordo la vendetta che andavo elaboratamente macchinando”. A sigillo della settimana Biblica/joyceiana ed ormai franante, i Fanghi Astratti, appena un’ondulazione a rilievo. Sull’orizzonte.

 

 

 


Testi critici

Claudio Cerritelli, Permutazioni e resistenze sulla pittura di Giorgio Vicentini Claudio Cerritelli, Il colore crudo di Giorgio Cecilia De Carli, Non ho parole Flaminio Gualdoni, Vicentini, un diario intimo per svelare le emozioni con la forza dei colori Giorgio Vicentini, Se Sergio Vanni, Le carte nascoste di Giorgio Licia Spagnesi, Il colore di Giorgio Martina Corgnati, Le intenzioni Sara Honegger Chiari, Poi arriva la pittura Vittoria Broggini, L'orizzonte comprensivo di Giorgio Cecilia De Carli, Piccole conversazioni a proposito dell'installazione IN CORPORE EXPO 2015 Ettore Ceriani, Giorgio Vicentini e il sogno della realtà Marina De Marchi, A Castello Grazia Massone, Custodire Giovanni Maria Accame, L'esperienza della pittura Claudio Cerritelli, Scintille Riccardo Prina, Assalto e Difesa Vittoria Broggini, Appunti di Volo Claudio Cerritelli, Catturando il divenire della pittura - Catalogo "Cattura", Studio d'Arte del Lauro, ottobre 2017 Francesco Tedeschi, Diario critico bisestile dell'anno 2000 ed. Campanotto, Udine 2012 Erika La Rosa, Non basta un solo tentativo per catturare l'orizzonte - Varesenews, 21 novembre 2017 Mauro Bianchini, Volatilità di segno e percorrenze di forme Giorgio Vicentini, Claudio Cerritelli, Marina Pierani, Incontriamoci dove inizia l'orizzonte Chiara Gatti , Come nasce e si sviluppa un'opera d'arte - La Repubblica, giovedì 21 marzo 2019 Lupus in Fabula, Ilias Cocchi Pontalti Luisa Negri, Un secolo di pittura. Varese nei colorii dei suoi artisti Cristina Sissa, Genesi - Catalogo mostra - Studio d'Arte del Lauro Carla Tocchetti, Gli Arazzi Volanti di Giorgio Vicentini al Battistero di Velate giugno 2019 Paolo Biscottini, Colore Crudo luglio 2007 Claudio Del Frate, Erano dimenticati in manicomio. Oggi espongono alla Biennale - Corriere della Sera, Milano 15 luglio 2005 Elena Pontiggia , Giorgio Vicentini, l'Essere e il Nulla Chiara Gatti, Visita in studio Simonetta Lux , Lo dirò a tuo padre - Catalogo ERRORI GRAVI ©1998 ISBN 88.7269.079.X FEDA SA - Fidia Edizioni d’Arte - Lugano Luisa Negri, Le "fondamenta occidentali" di Giorgio Vicentini - Varese Focus, OTTOBRE 2020 Cristina Casero, La confessione - Decima Biennale d'Arte Sacra - Fondazione Stauros, Santuario San Gabriele (Te) Settembre 2002 Elena Di Raddo, Scheda opera dittico Vestali, L'arte moderna in Intesa SanPaolo, L'Ultimo Novecento, Mondadori Electa S.p.A. Milano 2013
Giorgio Vicentini visual artist